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Approfondimenti

Crescere con una cardiopatia congenita: la transizione dall’età pediatrica alla vita adulta

Accompagnare il cambiamento, non limitarsi a trasferire la persona da un servizio all’altro

Articolo scientifico-divulgativo a cura di Serena Flocco, Arianna Magon e Rosario Caruso

La transizione coinvolge la conoscenza della cardiopatia, l’autonomia, le relazioni, la famiglia e la partecipazione consapevole alle decisioni sulla propria salute.

Adolescente e famiglia durante il percorso verso l’età adulta
Indice dell’articolo
L’adolescenza Le tappe dello sviluppo Un carico in più Il ruolo della famiglia Conoscere la cardiopatia Salute riproduttiva e attività fisica Transizione e trasferimento La Transition Clinic Che cosa cambia a 18 anni Continuità dei controlli Il ruolo di AICCA In sintesi Fonti scientifiche
In questo articolo
L’adolescenza Le tappe dello sviluppo Un carico in più Il ruolo della famiglia Conoscere la cardiopatia Salute riproduttiva e attività fisica Transizione e trasferimento La Transition Clinic Che cosa cambia a 18 anni Continuità dei controlli Il ruolo di AICCA In sintesi Fonti scientifiche
Il percorso

Diventare adulti riguarda molto più del passaggio a un nuovo medico

I progressi della cardiochirurgia e della cardiologia interventistica consentono oggi a molte persone nate con una cardiopatia congenita di raggiungere l’età adulta.

Parallelamente è cresciuta la consapevolezza delle dimensioni cliniche, psicologiche, familiari e sociali che possono accompagnare questa condizione nel corso della vita.

La transizione non coincide con il semplice trasferimento dalla cardiologia pediatrica ai servizi per adulti.

È un processo di cambiamento che coinvolge il corpo, lo sviluppo cognitivo, l’identità, le relazioni e il ruolo sociale della persona.

Richiede preparazione, continuità e un accompagnamento capace di rispondere ai bisogni medici, psicosociali ed educativi dell’adolescente e della famiglia.

Età evolutiva

L’adolescenza è più lunga di quanto si pensi

L’adolescenza non è un breve ponte tra infanzia ed età adulta. La letteratura scientifica propone oggi di considerarla come il periodo compreso indicativamente tra i 10 e i 24 anni.

10 anni Inizio indicativo dell’adolescenza
24 anni Estensione proposta nella letteratura recente
18–29 Periodo dell’età adulta emergente

L’adolescenza comincia prima, anche per l’anticipazione dei cambiamenti puberali, e termina più tardi, perché la maturazione cerebrale e il raggiungimento dell’autonomia sociale proseguono oltre i diciotto anni.

Le aree cerebrali coinvolte nella pianificazione, nella valutazione delle conseguenze e nella regolazione delle emozioni continuano infatti a svilupparsi oltre la fine della pubertà.

Il compimento dei diciotto anni rappresenta un confine giuridico e amministrativo, non un traguardo evolutivo uguale per tutti.

Crescita

Le tappe che preparano e attraversano l’adolescenza

I confini tra le fasi dello sviluppo sono convenzionali e la variabilità individuale è la regola. Ogni fase presenta però compiti evolutivi specifici.

01

Prima infanzia

Tra 0 e 6 anni il bambino costruisce legami di attaccamento e impara a esplorare il mondo. Ricoveri, procedure e separazioni possono rendere più complesso questo percorso.

02

Età scolare

Tra 6 e 10 anni cresce il confronto con i coetanei e possono emergere domande sulle visite, sulle limitazioni o sulle cicatrici.

03

Prima adolescenza

Tra 10 e 14 anni cambiano il corpo, l’immagine di sé e la capacità di pensare alla propria condizione anche in prospettiva futura.

04

Media adolescenza

Tra 14 e 18 anni aumentano il peso del gruppo dei pari, la ricerca di autonomia e la possibile esposizione a comportamenti rischiosi.

05

Tarda adolescenza

Dai 18 anni in avanti si consolidano identità, relazioni, studio, lavoro e decisioni personali sulla salute.

L’adolescenza non è soltanto una fase critica. La ricerca di novità, il coinvolgimento sociale, l’intensità emotiva e l’esplorazione creativa possono diventare risorse per assumere progressivamente responsabilità verso la propria salute.

Esperienza

Gli stessi compiti evolutivi, con un carico in più

Gli adolescenti con cardiopatia congenita condividono con i coetanei gli stessi bisogni evolutivi, relazionali e identitari.

A questi si aggiungono la storia clinica, i controlli periodici, le terapie, i ricoveri, le eventuali limitazioni fisiche e i segni visibili degli interventi.

Questi aspetti possono incidere sull’immagine di sé, sulla vita quotidiana, sulle relazioni e sulla partecipazione alle attività dei coetanei.

Negare, rifiutare, opporsi

In alcuni momenti l’adolescente può cercare di allontanare il problema fisico, rifiutando terapie, controlli o indicazioni che lo fanno sentire diverso.

Questi comportamenti possono rappresentare meccanismi di difesa e tentativi di affermare la propria indipendenza.

Comprendere il significato evolutivo di questi comportamenti non significa sottovalutarne i rischi. L’interruzione dei controlli può avere conseguenze cliniche e deve essere affrontata attraverso dialogo e accompagnamento.

Relazioni

Il ruolo della famiglia cambia, ma non scompare

La nascita di un bambino con cardiopatia congenita può generare paura, sofferenza e senso di colpa. Nel tempo, la percezione della fragilità del figlio può favorire relazioni molto protettive.

La famiglia rappresenta però anche la principale fonte di sostegno: accompagna ai controlli, sostiene le terapie, promuove stili di vita sani e condivide paure e decisioni.

Lasciare gradualmente spazio non significa ridurre la presenza, ma favorire l’assunzione progressiva di responsabilità.

Durante l’adolescenza il ruolo dei genitori deve quindi modificarsi progressivamente.

Nei momenti di riacutizzazione o difficoltà, il giovane può avere temporaneamente bisogno di una maggiore dipendenza e la famiglia può tornare ad assumere un ruolo più attivo.

La transizione riguarda pertanto l’intero sistema familiare: non un taglio emotivo, ma una nuova forma di appartenenza compatibile con la crescita dell’autonomia.

Autonomia

Conoscere la propria condizione per partecipare alle decisioni

Conoscere la propria cardiopatia è essenziale per comprendere la necessità delle cure, il significato del follow-up e i sintomi che richiedono attenzione.

La preparazione deve iniziare precocemente, procedere gradualmente e rispettare il livello di maturazione della persona.

Caratteristiche della cardiopatia e principali sintomi.
Interventi eseguiti e terapie prescritte.
Importanza dei controlli periodici.
Attività fisica e stili di vita.
Igiene orale e prevenzione dell’endocardite.
Vaccinazioni e precauzioni individuali.
Relazioni, sessualità e contraccezione.
Fertilità, gravidanza e consulenza genetica.

Anche il linguaggio utilizzato dai professionisti può influenzare il modo in cui la persona rappresenta la propria condizione.

La comunicazione deve quindi essere chiara, continua, rispettosa e adeguata alla capacità della persona e della famiglia di comprendere e attribuire significato alle informazioni.

Vita adulta

Salute riproduttiva e attività fisica

Salute riproduttiva

La salute riproduttiva riguarda tutte le persone con cardiopatia congenita, indipendentemente dal sesso.

La consulenza genetica può aiutare a comprendere il rischio di ricorrenza della cardiopatia nei figli, che varia in base al difetto e all’eventuale presenza di condizioni associate.

Per le donne, alcuni metodi contraccettivi possono non essere indicati in determinate condizioni cardiache. La scelta deve essere discussa con il cardiologo e non basarsi su indicazioni generiche.

Anche il rischio legato alla gravidanza non è uguale per tutte. Una consulenza preconcezionale permette di conoscere la situazione individuale, pianificare eventuali interventi e assumere decisioni informate.

Attività fisica

L’attività fisica regolare è associata a un minore rischio di obesità, ipertensione e malattie cardiovascolari acquisite.

Molte persone con cardiopatia congenita possono e dovrebbero svolgere attività fisica. Le eventuali limitazioni devono però essere definite individualmente e riesaminate nel tempo.

Indicazioni personalizzate

Le restrizioni non dovrebbero essere ereditate automaticamente dall’infanzia, ma rivalutate periodicamente dal centro specialistico.

Distinzione fondamentale

Transizione e trasferimento non sono la stessa cosa

Transizione

È il processo che accompagna il giovane verso una crescente autonomia, affrontando bisogni clinici, educativi, relazionali e psicosociali.

Trasferimento

È l’evento concreto del passaggio dalla cardiologia pediatrica ai servizi dedicati alle persone adulte.

Il trasferimento è un evento. La transizione è il processo che lo precede e lo segue.

La transizione deve essere adattata alla maturità, alle necessità e al livello di autonomia del singolo giovane.

Alcune persone si sentono pronte prima; altre hanno bisogno di più tempo per distaccarsi progressivamente dal contesto pediatrico e da una gestione affidata prevalentemente alla famiglia.

Modello organizzativo

Il modello della Transition Clinic

Presso l’IRCCS Policlinico San Donato è stato sviluppato e valutato un modello di transizione denominato Transition Clinic.

La preparazione può iniziare prima dei dodici anni e proseguire fino a quando il giovane non si sente in grado di assumere maggiori responsabilità rispetto alla salute e allo stile di vita.

01

Informazione e conoscenza

Comprendere la cardiopatia, i trattamenti, i sintomi, il follow-up, gli stili di vita e le precauzioni individuali.

02

Educazione e sostegno

Sostenere adolescente e famiglia attraverso interventi educativi, psicologici, psicosociali e di peer counselling, nel rispetto dei diversi ruoli.

03

Coinvolgimento e collaborazione

Migliorare la comunicazione tra professionisti, giovani e famiglie e favorire la continuità tra i diversi servizi.

Il coordinatore della transizione

Una figura centrale può essere il coordinatore della transizione, spesso un infermiere con funzione dedicata.

Questa figura informa, sostiene e accompagna adolescente e famiglia, facilita i collegamenti tra i professionisti e individua eventuali difficoltà nel percorso individuale.

Maggiore età

Che cosa cambia davvero a diciotto anni

Sul piano evolutivo, i diciotto anni non segnano una discontinuità. Sul piano giuridico e amministrativo, invece, il cambiamento è concreto.

Il giovane firma personalmente il consenso agli accertamenti e ai trattamenti.
Accede direttamente alla documentazione clinica.
Dialoga in prima persona con i professionisti.
Il riferimento di base passa dal pediatra al medico di medicina generale.
Possono emergere temi legati a sport, patente, lavoro e assicurazioni.
Il riferimento clinico diventa il centro per le cardiopatie congenite dell’adulto.

I genitori non perdono il loro ruolo di sostegno, ma non sono più automaticamente gli interlocutori formali.

Se il passaggio non è stato preparato, il giovane può trovarsi improvvisamente a decidere su una storia clinica che fino a quel momento era gestita prevalentemente da altri.

Follow-up

La rete e la continuità dei controlli

La transizione richiede un lavoro di rete tra cardiologia pediatrica, cardiologia dell’adulto, professionisti sanitari, servizi territoriali e associazioni.

Una revisione sistematica con meta-analisi, comprendente 17 studi e quasi 6.900 persone, ha stimato nel 26,1% la quota complessiva di giovani che interrompe i controlli durante il passaggio all’età adulta.

26,1% Stima complessiva delle interruzioni
33,7% Tendenza nelle cardiopatie considerate semplici
22,3% Tendenza nelle forme complesse

La maggiore frequenza osservata nelle cardiopatie considerate semplici non raggiunge la significatività statistica e deve essere letta come una tendenza.

Una possibile spiegazione è la percezione che una condizione meno complessa sia ormai risolta.

12,7% Interruzioni nei gruppi seguiti con programmi strutturati
36,2% Interruzioni nell’assistenza usuale

Anche questa differenza non raggiunge la significatività statistica e deriva da pochi studi. È quindi un’indicazione promettente, non una prova conclusiva.

L’interruzione dei controlli non è un incidente raro: è un rischio prevedibile del passaggio, che programmi strutturati possono contribuire a ridurre.
Il ruolo di AICCA

Informazione, orientamento, ascolto e supporto

AICCA aiuta adolescenti, giovani adulti e famiglie a comprendere il significato della transizione, prepararsi al passaggio ai servizi per adulti e mantenere continuità nel percorso di cura.

Attraverso supporto psicosociale, peer counselling e attività educative, l’Associazione contribuisce a favorire consapevolezza, autonomia e partecipazione attiva.

Scopri lo Sportello
Punti essenziali

In sintesi

01

L’adolescenza può estendersi dai 10 ai 24 anni: i diciotto anni sono un confine amministrativo, non evolutivo.

02

Il trasferimento è un evento; la transizione è un processo che lo precede e lo segue.

03

Circa una persona su quattro può interrompere i controlli durante il passaggio all’età adulta.

04

Conoscere la propria cardiopatia è la base per partecipare consapevolmente alle decisioni.

05

La famiglia non esce dal percorso: modifica progressivamente il proprio ruolo.

06

Contraccezione, gravidanza e attività fisica richiedono indicazioni individuali e aggiornate.

07

Programmi strutturati e un referente stabile possono favorire continuità e autonomia.

Accompagnare, non soltanto trasferire

La transizione coinvolge la conoscenza della cardiopatia, l’autonomia, la famiglia, le relazioni, la salute riproduttiva, l’attività fisica, il lavoro e la progettazione del futuro.

Il giovane non deve essere semplicemente trasferito da un servizio all’altro, ma accompagnato nel diventare una persona adulta capace di partecipare consapevolmente alle decisioni che riguardano la propria salute.

Cerchi informazioni sul percorso di transizione?

Lo Sportello AICCA offre ascolto, informazione e orientamento ad adolescenti, giovani adulti e famiglie.

Contatta AICCA
Riferimenti

Fonti scientifiche principali

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  2. Baumgartner H, De Backer J, Babu-Narayan SV, et al. 2020 ESC Guidelines for the management of adult congenital heart disease. Eur Heart J. 2021;42(6):563–645. doi:10.1093/eurheartj/ehaa554.
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  8. Moons P, Skogby S, Bratt EL, et al. Discontinuity of cardiac follow-up in young people with congenital heart disease transitioning to adulthood: a systematic review and meta-analysis. J Am Heart Assoc. 2021;10(6):e019552.

Questo articolo ha finalità informative e divulgative e non sostituisce il rapporto con i professionisti sanitari. Le indicazioni su terapie, attività fisica, contraccezione, gravidanza, vaccinazioni e profilassi dell’endocardite variano in base alla cardiopatia e alla situazione clinica individuale e devono essere discusse con il cardiologo e con il centro di riferimento.

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